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Nella mia tendopoli nessuno è straniero

L’associazione Il Razzismo è una brutta storia,
con i ragazzi di Occhio ai media dell'Associazione Cittadini del Mondo di Ferrara
Vi invita
alla presentazione del libro
Nella mia tendopoli nessuno è straniero (Edizioni Il Razzismo è una brutta storia)
Sabato 25 maggio alle ore 17.30
alla libreria la Feltrinelli di Ferrara (Via G.Garibaldi, 30)
Con Lorella Zanardo e Guido Barbujani 936923 522715027765490 676105162 n



Il terremoto del 20 maggio 2012 in Emilia ha fatto crollare i muri delle case e ha costretto gli
abitanti delle zone colpite alla convivenza nelle tendopoli. In questa situazione l’Italia si è
riscoperta un paese plurale.

La stampa ne ha parlato molto e lo ha chiamato “il primo terremoto multietnico”. La giovane
redazione di Occhio ai Media ha analizzato gli articoli che sono usciti per capire con che parole
e in quali modi è stata presentata la pluralità.
Poi ha intervistato chi ha vissuto quella situazione e ha confrontato le versioni. Ne emerge un
contrasto: la realtà vissuta non sempre è uguale a quella riportata nei media.
Un libro che racconta la nostra Italia multietnica e un tentativo consapevole, da parte delle
nuove generazioni che la vivono, di denunciare un disagio.
Occhio ai Media è una redazione di giovanissimi ragazzi di origini diverse che monitorano la
stampa locale e nazionale, se trovano articoli di tono razzista o discriminatorio, li segnalano
sul sito www.occhioaimedia.org, ne discutono, si confrontano e poi vanno a chiedere
spiegazione direttamente ai giornalisti o ai direttori di testata. 
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Cittadini del Mondo, via Kennedy 24, 44122 Ferrara, tel. 0532 764334

 
Nel mio paese nessuno è straniero

 

Torneo multietnico vs forza nuova599487 651125861571446 1713095070 n

Sabato 11 maggio, si è tenuto il nostro TORNEO parole e giochi per una società multiculturale” che organizziamo da 20 anni!

Nonostante il tempo incerto si sono presentate 18 squadre di calcetto con giocatori di tutte le comunità presenti nella nostra zona. Il torneo è stato vinto dalla squadra “moldavia”, seconda “senegal” e terza classificata la squadra “egitto”.

Per la pallavolo femminile il primo posto è andato alla squadra “camelot” ed il secondo alla squadra “cittadine del mondo”.

Il ping pong femminile è stato vinto da Arianna, mentre quello maschile da Matteo.

Il cricket non è stato possibile a causa della situazione di allagamento di alcuni campi ed è stato sostituito da una “scuola di cricket” per i più piccoli, tenuta dagli amici pakistani.

I giovani giocatori sono stati la grande novità di questo anno: 5 squadre di pulcini e 4 squadre junior hanno dato a tutti i presenti l'idea del futuro.

Questo avveniva mentre in città 80 nostalgici di Forza Nuova marciavano contro lo jus soli, la cittadinanza ai bambini nati qui, e contro gli immigrati in generale, contro la realtà di migliaia di nuovi cittadini che, come noi al Cus, riempiono di vita e di idee tutta la società.

Ci dispiace solo che noi, nuovi cittadini provenienti da almeno 20 Paesi diversi, presenti al nostro evento annuale in centinaia, non abbiamo avuto nemmeno l'onore di un trafiletto.

Per questo vorremmo ringraziare, attraverso il giornale, la ragazza che ha esposto il cartello “siamo tutti cittadini del mondo” per aver esplicitato, mentre noi eravamo tutti a giocare sui campi, quello che diciamo da sempre. 936237 651128744904491 689857459 n

                                                      ASSOCIAZIONE CITTADINI DEL MONDO

 

via Kennedy 24, Ferrara

 

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www.cittadinidelmondo.org

 
TORNEO PAROLE E GIOCHI 2013

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Cécile Kyenge intervistata da Occhio ai Media


"Congratulazioni a Cécile Kyenge da parte di tutti noi dell'Associazione Cittadini del Mondo di Ferrara per il suo nuovo incarico. Per tutti noi impegnati nella lotta contro la discriminazione è una bellissima notizia che ci da forza."Cécile Kyenge

 
La Rivoluzione Tunisina

                                     La Rivoluzione Tunisina

La rivoluzione Tunisina è detta <<La primavera Araba>> o <<Rivoluzione dei Gelsomini>>. Era basata sulla libertà e dignità. Essa aveva richiesto tutti i diritti dei cittadini tunisini da parte dello Stato.
Tutto è iniziato il 05/01/2008.  Questa è stata la prima scintilla per arrivare alla rivoluzione. In quel giorno sono usciti i cittadini di un paese al sud della Tunisia per protestare. Il motivo che accese gli animi dei cittadini tunisini fu una lista di graduatoria per un lavoro pubblico.
In esso erano usciti pochi cittadini dal loro paese che vivono in povertà rispetto ad altri di regioni vicine, che soffrono anche della mancanza di infrastrutture  come strade, scuole, ospedali ecc….


Con  il potere delle polizia il governo ha fermato queste manifestazioni con il sangue di giovani cittadini che volevano solo un lavoro,alcuni padri di famiglia, altri studenti con tante speranze per il futuro.

In Tunisia non si può parlare di politica né far giudizi su di essa perché ti mettono direttamente in prigione senza processo, senza alcun diritto .
La prima persona che ha detto di “NO” al Governo è stato un laureato senza lavoro che girava con una bancarella di verdure per fare mangiare la sua famiglia. La polizia  ha sequestrato la sua bancarella perché era senza permesso. Una poliziotta gli ha dato un schiaffo  e gli ha detto ‘’Dègage’’ via di qui.
Se ne andato in prefettura per chiedere il permesso di lavoro e chiedere la  restituzione della sua bancarella (il permesso non lo prendono  solo quelli del governo o del partito) quindi nessuno gli ha dato ascolto in più lo hanno picchiato e lo hanno buttato fuori perché povero.
Il ragazzo sentitosi trattato come una persona senza diritti né dignità è tornato il giorno dopo davanti  alla prefettura e si è dato a fuoco. Da lì sono partite le manifestazioni senza sosta con l’ordine da parte del Governo di fermare la gente e il Presidente della Repubblica ha dato l’ordine di salvare questo ragazzo e ha invitato la sua famiglia nel suo castello e gli ha dato dei soldi .
Il 04/01/2011 il bancherellista è morto e da li sono partite le manifestazioni su tutte le Regioni con solo un’ unica parola per il governo “Dègage”: fuori dal nostro paese

Purtroppo la polizia ha cominciato a fermare questa manifestazione civile a tutti i costi. Hanno sparato sui cittadini e hanno utilizzato ‘le bombe a gas’ per separare i manifestanti, dall’altra parte i cittadini hanno cercato di attacare il massimo possibile questure e locali appartenenti al partito del Governo e hanno cominciato a dare fuoco, i giovani hanno usato solo i sassi e malotov contro le armi della polizia. E, nel secondo piano dei ragazzi filmavano tutto quello che succedeva nello scontro e le pubblicavano su facebook e twitter in modo da far conoscere tutto alle altre Regioni e in tutto il mondo. Dopo pochi giorni questa manifestazione si è allagata su tutta la Tunisia.
Siamo stati uniti ed eravamo con un’ unica voce: eravamo pronti a morire per questa parola che ha accesso i cuori di tutti noi nel nostro paese .
Siamo arrivati alla sera del 13/01/2011 con tutta la paura e la confusione del ‘’copri fuoco ’’. Hanno annunciato lo sciopero generale per il 14/01/2011 su tutto il paese per cui i cittadini hanno organizzato una  grande manifestazione davanti il ministero dell’interno.
Ma uscito la stessa sera alle 22:00 il presedente Ben Ali ha voluto rivolgere una parola al popolo per spiegare tutto quello che era successo e ha chiesto scusa a noi dando la garanzia di sistemare tutti i problemi dei cittadini. Il Capo dello Stato ha promesso di mettere tutti quelli che hanno ucciso i giovani e anche tutti quelli che hanno fatto del male al nostro paese di metterli immediatamente in galera e infine di aprire il sito di youtube e tutti gli altri siti chiusi... , E infine ha chiesto al popolo di non manifestare il giorno dopo.
Appena finito di parlare il governo ha fatto uscire tanta gente pagate nella strada con le foto del presidente e le bandiere del partito fingendo che sono contenti che il Presidente sia rimasto in carica, e ha usato tutti i programmi TV locale per far capire ai cittadini che l’unica soluzione è di tenere il Presidente e cambiare tutti i ministri.
Pero il giorno dopo tutti i cittadini onesti che hanno creduto alla libertà sono usciti lo stesso e hanno manifestato davanti al ministro del interno come programmato.
Sono usciti tutti i giovani e adulti donne e maschi urlando tutti insiemi come un sol uomo: ‘’Dègage’’ con l’inno nazionale.
Però le polizie sono rimasti ferme ma a fine della manifestazione hanno cominciato a gettare le bombe a gas e hanno cominciato a sparare sulla gente. Il governo, vedendo la preoccupante situazione ha fatto un appello a tutte le questure della Capitale e da li è aumentato lo scontro. Il popolo ha cominciato a dare fuoco anche alle questure, e cosi fino alle 16:00 tutte le questure del paese erano a fuoco e non c’è piu nessun locale di polizia a Tunisi .Abbiamo deciso di recarci al castello del Presidente ma abbiamo  sentito che il Presidente e la sua famiglia sono scappati fuori dal nostro paese.
Quella sera siamo usciti contenti per la vittoria del nostro combattimento e quindi eravamo molto felici perché abbiamo pensato che la Rivoluzione ha battuto la dittatura e che il regime democratico (il governo per il popolo) ha vinto.
Tuttavia da quella sera il  paese è diventato come una foresta: chi è più forte e sopravvive comanda. Sono usciti tanti criminali per rubare nelle case delle persone e anche i mercati e le industrie e da li abbiamo deciso, con la mancanza della sicurezza di difendere il nostro quartiere e la nostra famiglia da soli, allora il popolo che si era unito si è diviso: una parte criminale e l’altra parte che vogliono il bene per la Tunisia e cercano ancora la libertà.
Siamo rimasti su quella condizione per due settimane ed eravamo uniti per il bene della Tunisia.

 
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