Sabato 10 Maggio alle ore 9,30 si è tenuta al Palazzo Bonacossi la Conferenza sulle Seconde Generazioni Nascoste, figli di immigrati.
Hanno partecipato alla conferenza alcune classi delle scuole superiori di Ferrara e Provincia, in particolare da Portomaggiore.
ospiti: alcuni membri della Rete G2 di Roma e due rappresentanti del movimento razziale in Inghilterra.
TORNEO GRATTACIELO
SECONDE GENERAZIONI
SECONDE GENERAZIONI
PARLANO I RAGAZZI
... bla bla bla bla bla…
In un bla bla di lingue diverse
parlate, a volte contemporaneamente, col tono di un cicaleccio ridacchiante, si
sono capiti alcuni frammenti di discorsi di tanti ragazzi di seconda
generazione e di italiani con i quali si sono incontrati.
Per alcuni di loro è stata veramente una piacevole sorpresa!
…siamo entrati in palazzo che si
chiama Bonaccossi. In palazzo ho visto tanti stranieri che sono venuti da altre
parti del mondo specialmente Marocco, Cina, Pakistan. Anche ho visto tanti
maestri.
Ero molto contento di incontrare loro.
BukariSyedSarfrazHussainPakistan1ª
IPSIA
…è stato molto interessante quando
hanno parlato del problema della lingua per gli stranieri. Secondo me è giusto
che gli stranieri parlino con noi l’italiano e con la loro famiglia la loro
lingua madre. Hanno parlato di cose giuste per le quali vale la pena lottare.
AndreaGregori 1ª IPSIA
… io non ho avuto molti problemi di
amiciziee di inserimento. L’unico
problema per me è la lingua italiana scritta. Alle medie il vicepreside aveva
chiesto a mio padre di smettere di parlare spagnolo. Per fortuna i miei
genitori non hanno dato retta. Io preferisco sapere una lingua in più, pur
facendo qualche errore con l’italiano. Conosco una ragazza argentina ai cui
genitori avevano detto la stessa cosa che ai miei e, purtroppo, loro hanno dato
retta a questo consiglio sbagliato. Così lei ha dimenticato la sua lingua.
HumbertoMerliMessico 1ª IPSIA
….ci hanno detto che gli stranieri
hanno difficoltà ad imparare la lingua e ad ottenere il permesso di soggiorno.
Alfredo Cavallari 1ª
IPSIA
…mi hanno colpito molto i ragazzi
stranieri perché ci vuole un bel coraggio per parlare, davanti a tante persone,
dei propri problemi e di come si è inseriti in un’altra nazione. Questo vuol
dire che hanno fiducia in noi. E dare fiducia a persone che non si conoscono,
vuol dire avere un coraggio da leone. Quando i ragazzi hanno parlato di loro,
ragazzi che conosco anch’io, dicevo dentro di me: sono dei grandi ragazzi e se
andranno avanti così, nella vita faranno molta strada.
Andrea Bolognese 1ª
IPSIA
…la mia prof. mi ha detto – Vai a
parlare anche tu: che cosa hai visto in Italia. Quando sei venuto in Italia che
cosa hai pensato e quanto tempo sei in Italia.- Ma io non sono andato perché mi
vergogno, perché non sono mai andato a parlare davanti a tante persone. Quindi
voglio fare scuse alla mia prof.. Mi dispiace perché ho negato il comando.
AlìNashabarPakistan
1ª IPSIA
… dopo aver sistemato gli impianti,
dei ragazzi e delle ragazze, con qualche anno in più di noi, ci hanno parlato
dell’immigrazione. Questi ragazzi sembravano gente italiana, invece era gente
extracomunitaria, ragazzi di “seconda generazione”, come me!?!
ElMahiSmailMarocco 1ª
IPSIA
… ho visto tanti ragazzi italiani e
tanti ragazzi stranieri: africani, cinesi, pakistani, inglesi, rumeni,
albanesi. Tutti parlavano dei loro problemi. Sono tutti contenti di vivere in
Italia, però hanno problemi con i documenti, problemi di lingua, problemi di
lavoro, problemi di casa.
AslamRaeesPakistan1ª
IPSIA
… gli stranieri hanno spiegato come
sono arrivati in Italia. Appena arrivati in Italia hanno preso il nullaosta e,
dopo sette mesi, il permesso di soggiorno. Un ragazzo della nostra classe è
andato a parlare al microfono e ha detto che ha quattro compagni di nazionalità
pakistana: due sanno bene l’italiano, due no.
ShabazAnwarPakistan1ª
IPSIA
… quando
siamo arrivati a Ferrara al Palazzo Bonacossi, appena entrati, abbiamo
incontrato persone di diversa nazionalità, provenienti da altri paesi. Due ragazzi
cinesi si sono presentati dicendo che erano fratelli, però solo uno di loro
aveva la cittadinanza italiana. Secondo noi, non è giusto che solo uno dei due
fratelli, nati entrambi in Italia, abbia diritti che l’altro fratello non ha.
Sono poi
arrivati dall’Inghilterra un ragazzo jamaicano di nome George e una ragazza
indiana di nome Sonia. George ha esposto con parole molto dure e significative
la sua permanenza in Inghilterra, soprattutto quando andava nelle scuole
inglesi e veniva ignorato e isolato. Allora noi ci siamo posti le seguenti
domande: cosa avremmo fatto noi in quel caso? Perché venire isolati per il
colore della pelle? Cosa si prova quando succede questo? A queste tre domande
non riusciamo a rispondere infatti noi non abbiamo mai provato questa
sofferenza, perché essendo nati in Italia, la gente ci vede normalmente, mentre
vede gli stranieri come dei delinquenti e spesso ciò succede solo per il colore
della loro pelle. Anche nella nostra classe ci sono ci sono degli studenti
stranieri però noi cerchiamo di accoglierli il meglio possibile e non isolarli
come George nelle scuole inglesi. Speriamo che il fenomeno della
discriminazione finisca presto perché è una cosa molto brutta.
Quando sono venuta in Italia ho
cominciato la prima media. All’inizio avevo moltedifficoltà nel parlare Italiano, poi ho
conosciuto dei compagni e dei Professori che non avevo mai visto. Ho avuto dei
problemi nell’ incontrare delle persone che non conoscevo e avevo difficoltà
nel parlare italiano con loro. Nella scuola avevo il problema di parlare,
leggere, scrivere. I miei compagni non si comportavano bene conme, perché pensavano che noi stranieri
dovessimo restare nel nostro paese di origine, cioè in Pakistan. I miei
professori, invece, mi hanno aiutato molto perché capivano le nostre difficoltà
nella lingua. Nella scuola che frequento ora, alcune materie sono abbastanza
difficili, come ad esempio: scienze della natura e italiano; alcune invece,
riesco a capirle meglio. Nonostante le difficoltà, mi piace molto studiare e
cerco di impegnarmi per riuscire a finire la scuola superiore ed eventualmente
trovare un lavoro. Un lavoro che mi piacerebbe è fare l’ assistente per i
bambini o gli anziani, oppure la segretaria in comune.
Mefia Norren Pakistan1ªB ITCS
… noi pensiamo che la conferenza della
seconda generazione sia stata molto importante, perché ha rivelato i problemi
che hanno gli stranieri quotidianamente nel corso della vita, peravere la cittadinanza italiana, il permesso
di soggiorno ecc.
Alcuni ragazzi venuti dal Marocco,
dalla Cina dall’ Albania ci hanno rivelato che questi problemi esistono
veramente. Una ragazza Marocchina che si chiama Nora, ci ha raccontato dei suoi
problemi con la cittadinanza Italiana.
Dopo questi interventi, sono arrivati
due ragazzi direttamente dall’Inghilterra. Si chiamano George e Sonia. George
hasottolineato le difficoltà che ha
avuto nelle scuole inglesi con i suoi compagni bianchi. La sua esperienza ci ha
fatto capire come sia stata difficile la sua condizione di immigrato giamaicano
poiché nelle scuole dei bianchi veniva completamente isolato.Sonia, una ragazza di origine indiana ha
preso parte all’ associazione di Nelson Mandela, unuomo che si è battuto per i diritti dei neri
in Sudafrica. Anche lei ci ha rivelato le sue difficoltà ad essere accettata in
una società di bianchi, dove gli stranieri erano guardati con sospetto e
diffidenza
Ammar AshfaqArrobi AdilPakistan-Marocco 1ªB ITCS
Una
riflessione
In questi giorni di scuola stiamo
parlando di molte cose che riguardano noi giovani, ma non solo. Stiamo
parlando, in particolare, di razzismo, visto che nella nostra classe ci sono
molte “razze” ad esempio messicani, pakistani e marocchini.
Se devo esser sincero a me i
pakistani, all’inizio dell’anno, non mi stavano per niente simpatici perché
pensavo fossero tutti delinquenti sporchi e soprattutto diversi!...
Però, dopo un po’ di tempo passato con
loro a litigare e ad evitarli di continuo, ho avuto l’occasione di partecipare
ad una lezione pomeridiana agli adulti stranieri, tenuta presso la scuola da
una mia profe.
All’inizio avevo un po’ d’agitazione,
lo ammetto, ma poi ho preso il coraggio e sono entrato nell’aula.
Ero molto sorpreso di quante persone
diverse ci fossero che si dividevano, anche se per poche ore, uno spazio così
piccolo.
Poi la profe mi ha dato il compito di
far scrivere su un foglio il loro nome, cognome, data di nascita ecc…
Le mie impressioni in questa lezione
sono state molto forti, visto che nel far firmare ho notato che ce n’erano
molte che non mi capivano. Ma la cosa che mi ha sorpreso è stato, quando ormai
arrivato alla fine delle firme, ce n’era una che non sapeva scrivere.
All’inizio un po’ di agitazione c’era perché avevo paura di offenderla. Allora
ho cercato di aiutarla come potevo scrivendo io per lei.
Finita la giornata io ho pensato molto
e mi sono reso conto che i delinquenti sono dappertutto e che nessuno si può
permettere di giudicare prima di conoscere e che dobbiamo ampliare le nostre
conoscenze e vedere con i nostri occhi e non con quelli degli altri.
Perciò da oggi ho molti amici non
italiani e ci vado più d’accordo che con alcuni italiani.
Riccardo Menegatti 1ª
IPSIA
… io sono andato a parlare al
microfono. Ero molto sicuro di dire la verità e quando ho detto quelle parole,
la mia vita sembrava cambiare: cioè non essere più nazista come prima, ho
capito che gli stranieri sono come noi italiani, cambiano solo la lingua ed il
colore. Quando sono andato al microfono avevo il cuore a 3.000! L’incontro che
abbiamo fatto mi è piaciuto molto e mi ha cambiato. Ho pensato che non devo più
dare retta a nessuno e voglio essere amico degli stranieri, specialmente
pakistani.
Andrea Scalabrini 1ª
IPSIA
… ho voluto chiedere ai ragazzi che
hanno organizzato la conferenza perché hanno sentito il bisogno di creare
un’associazione internazionale che si occupa dei problemi dei figli degli
immigrati.
Mi ha risposto una ragazza d’origine
albanese che è qui in Italia da quando era piccola. Mi ha detto che questo
gruppo di giovani di vari paesi del mondo ha fondato questa associazione per
noi stranieri che viviamo qui in Italia, per aiutarci a risolvere i nostri
problemi e ad affrontare le nostre difficoltà.
Mahwash
RazzaqPakistan1ª
AITCS
… è stato
divertente osservare come questi ragazzi cinesi parlassero con accento romano.
Hanno parlato anche due ragazzi, una ragazza indiana e un ragazzo giamaicano,
che hanno studiato a Londra negli anni 80. Sonia e George, questi erano i loro
nomi. Hanno raccontato come si sentissero isolati ed esclusi dai loro compagni
e di come hanno sofferto per questo.
Anche noi
ragazzi che abbiamo partecipato alla conferenza, abbiamo avuto la possibilità
di raccontare la nostra esperienza. Noi ragazzi stranieri di 1 B abbiamo
trovato il coraggio di parlare di fronte a tante persone, anche se non è stato
facile. Dopo avere parlato abbiamo provato una grande soddisfazione perché i
voltidelle persone presenti ci facevano
capire di comprendere i nostri problemi e le nostre paure.
Mariam Kausar Zaman Kausar
ShaimaTanzeela Kausar Zaman
Fizza Ilyas Mafia
NoreenBushra Shaheen
Pakistan
… sono
un’alunna di 1^b di origine Pakistana che ha partecipato alla conferenza sugli
immigrati di sabato 10 maggio. Anchese
avevo timore di parlare davanti a tante persone, ho sentito il bisogno di
raccontare la mia storia.
Ho
frequentato qui in Italia anche qualche anno della scuola elementare e come ho
detto all’incontro del 10 maggio, gli anni delle elementari sono stati molto
difficili: non mi sentivo accettata, vivevo isolata dai miei compagni che mi
trattavano come se non esistessi. Le cose sono cambiate alle medie quando i
miei compagni hanno cominciato a coinvolgermi in ciò che facevano. Quest’anno
alle superiori ho avuto qualche difficoltà all’inizio, ma poi le cose sono
cambiate. Sia i compagni che gli insegnanti non mi considerano più una
straniera, ma semplicemente una loro compagna.
Tanzeela Kausar Zaman PakistanIª
B ITCS
Sabato
scorso 10 Maggio siamo andati al Palazzo Bonaccossi ad assistere ad una
conferenza dove si parlava dei problemi dei figli degli immigrati per mettersi
in regola con lo stato italiano. Dopo che hanno parlato e discusso delle loro
difficoltà, hanno chiesto se qualcuno del pubblico volesse intervenire. Io mi
sono offerto. Prima che iniziassi a parlare, una ragazza ha chiesto al pubblico
che indovinasse di che nazionalità ero, ma quasi nessuno ha indovinato. Ho
raccontato la mia storia di figlio di genitori marocchini nato in Italia, di
come mi sono integrato e se ho avuto delle difficoltà o meno. Ho raccontato
poco di me perché la vergogna mi ha sovrastato.
CherifiYassineMaroccoIª
B ITCS
Resoconto della Conferenza
I temi affrontati:
Situazione dei giovani di seconde generazioni,
figli di immigrati; l'arricchimento culturale che questi ragazzi apportano alla
società italiana, i problemi di razzismo e di discriminazione che devono
affrontare, anche se possiedono la cittadinanza italiana. Nel dibattito fra gli studenti delle classi superiori emergono situazioni di difficoltà nell'integrarsi nella classe per alcuni e per altri no.
la questione della cittadinanza: la legge sulla cittadinanza non favorisce le seconde genererazioni all'acquisizione, al contrario la ostacola, sono emerse situazioni in cui le famiglie sono spezzate in due i genitori con la cittadinanza, alcuni figli si e altri no, questi ultimi non l'hanno ottenuta in quanto erano maggiorenni al momento in qui i genitori l'hanno acquisita. I membri della rete G2 espongono le loro inziative in merito alla Cittadinanza ( onde G2, La lettera a Napolitano, ecc.. Maggiori informazioni in merito reperibili presso il loro sito www.secondegenerazioni.it);
Il Bilinguismo come punto di forza per le seconde generazion: conoscere la propria lingua madre permette di mantenere uno stretto contatto con la propria cultura di origine ed è il veicolo attraverso il quale si trasmettono
espressioni,tradizioni, modi di vivere e di pensare, ovvero condizioni che
aiutano le seconde generazioni a riconoscere la propria identità complessa e ad
assumere una disponibilità nei confronti della cultura di accoglienza e delle
culture altrui.
Confronto di genere: differenze fra ragazzi e ragazze di
origine immigrata e pressioni culturali nelle scelte di vita e di studio.
Confronto
Internazionale: Partecipano al dibattito i rappresentantidel movimento contro la discriminazione razziale
in Inghilterra raccontando la loro esperienza come seconde generazioni in Inghilterra.